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Decreto Rilancio: detrazione fiscale del 110%, tutto sulla ristrutturazione gratis

Nel Decreto Rilancio confermato il superbonus ristrutturazioni per l’efficientamento energetico e la messa in sicurezza antisismica. Ecco come funziona

Eppur qualcosa di muove. Ieri è stato approvato il Decreto Rilancio, un maxi emendamento con oltre 250 articoli e tante opportunità per i player del settore dell’efficenza energetica. Vi riportiamo un articolo di approfondimento di Qui Finanza.

È un testo complesso, con oltre 250 articoli, quello annunciato dal premier Conte in conferenza stampa per la presentazione del Decreto Rilancio. 55 miliardi, “pari a due Manovre, due Leggi di bilancio”, un lavoro “incredibile” che Conte ha serratamente portato avanti con i ministri e tutti gli staff tecnici.

Tante le misure in agenda ma con non poche lacune su più fronti. Tra i provvedimenti certi, prima annunciato, poi passato in forse e infine nuovamente confermato, il superbonus per le detrazioni fiscali relative a lavori di efficientamento energetico e sismico.

Il cosiddetto ecobonus sale al 110% e prevede detrazioni per specifici lavori di ristrutturazione, che siano di efficientamento energetico o sismico e tutela ambientale per le opere e gli impianti di ristrutturazione immobiliare su case e palazzi. Di fatto, quelle volute dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro, sono interventi di riqualificazione energetica o sismica a costo zero per le famiglie, grazie a un credito d’imposta del 110% alle imprese che faranno i lavori.

A chi spetta l’ecobonus

Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che possiedono, a qualsiasi titolo, l’immobile oggetto di intervento. In particolare:

  • le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni;
  • i contribuenti titolari di reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali);
  • le associazioni tra professionisti;
  • gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale;
  • i titolari di reddito d’impresa possono fruire della detrazione solo con riferimento ai fabbricati strumentali da essi utilizzati nell’esercizio della loro attività imprenditoriale;
  • tra le persone fisiche possono fruire dell’agevolazione anche i titolari di un diritto reale sull’immobile, i condòmini, per gli interventi sulle parti comuni condominiali, gli inquilini, coloro che hanno l’immobile in comodato.

Sono inoltre ammessi a fruire della detrazione, purché sostengano le spese per la realizzazione degli interventi e questi non siano effettuati su immobili strumentali all’attività d’impresa:

  • il familiare convivente con il possessore o il detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado) e il componente dell’unione civile;
  • il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato;
  • le detrazioni sono usufruibili anche dagli Istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati, dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti istituti, dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa.

Come richiedere l’ecobonus

Per richiedere l’agevolazione è necessario essere in possesso dei seguenti documenti.

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